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Rignano Garganico

Rignano Garganico viene definito il "balcone della Puglia", affacciato com'è sulla piana del Tavoliere. Il balcone viene utilizzato come rampa di lancio dagli appassionati di deltaplano. Difficile risalire alle effettive origini di Rignano Garganico, poiché da alcune iscrizioni rinvenute nella vicina Grotta Paglicci (tra i siti archeologici più importanti ed antichi della Puglia) si risale ad inequivocabili tracce dell'età Paleolitica, ma altre testimonianze storiche restano incerte. Le prime notizie di Rignano risalgono al 1100, tuttavia è datata 1158 la sua annessione all'Abbazia di Montesacro, evento che di fatto sancisce l'esistenza di Rignano Garganico. Dell'antico borgo resta poco: la Torre Baronale ed il Palazzo Feudale. Molti dei residenti lavorano a Foggia o a San Severo. A Rignano stabilmente sono in pochi, dediti perlopiù all'agricoltura. Ottimo il pane, fatto lievitare e cuocere artigianalmente con i metodi tramandati di generazione in generazione dalle massaie del paese.

 

Perché visitare Rignano Garganico

C'è un patrimonio archeologico di valore incalcolabile alle pendici dei monti su cui insiste il comune di Rignano Garganico. Ed è il sito archeologico di Grotta Paglicci, interessante per le pitture parietali neolitiche scoperte al suo interno. Nella grotta è stato anche rinvenuto un dolmen, riconducibile ai primi insediamenti umani in Capitanata, di importanza internazionale. Il reperto più vistoso della struttura megalitica è una stele di 4 metri circa. Al di là del pilastro c'è una galleria lunga decine di metri, mentre alle spalle dell'area descritta vi è tutto un sistema organizzato costituito da strutture megalitiche, strutture funerarie realizzate con massi squadrati collocati verticalmente a formare una cassetta litica, e forse anche basi di torrette. Da alcuni mesi infine il borgo antico di Rignano è stato arricchito di un basso rilievo rappresentante le bellezze artistiche e paesaggistiche del Gargano.

L'opera scultorea, visibile sulla parete esterna del Castello Baronale, è stata realizzata dall'artista Antonio Giuliani, restauratore di affreschi e altre opere artistiche in Vaticano tra cui il soffitto della biblioteca privata del Papa.

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