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Itinerari enogastronomici

 

Viaggio tra ricchezze enogastronomiche nel sapore del Gargano

 

Il Gargano, luogo incantato che madre natura ha voluto fosse isolata per lungo tempo, con un mare color smeraldo. Per tale motivo l’intera costa e i suoi boschi, così come gli abitanti per secoli, hanno mantenuto intatte le loro tradizioni e la loro cultura ed aspetto paesaggistico.
Il Gargano è stato teatro di numerosi tentativi d’invasioni, normanni, saraceni, bizantini e longobardi, che però difficilmente sono riusciti a espugnare questa roccaforte naturale.
Il Gargano è stato una metà di moltissimi pellegrini, turisti e coloni. Il vero ponte naturale verso l’Oriente e quindi un incontro di diverse culture provenienti dalle sponde opposte dell’Adriatico.
Ma quel che rende unico agli occhi del visitatore, oltre alla bellezza naturale, è la capacità di unire alle bellezze paesaggistiche con una ricca e vasta tradizione enogastronomica.

Semplicità e genuinità, questa la ricetta magica del Gargano e dell'intera Capitanata.

 

Gargano, terra di arte, cultura, religione e gusto

Il turista qui degusterà una cucina radicata nella tradizione locale, ricette elaborate e modificate nel tempo dalle usanze di coloro che pur vivendo sul mare raramente hanno subito influenze esterne.
Le vigne, che offrono tanti vini rinomati, come ad esempio il Gargano Rosso o il Moscato passito. Ogni anno, in occasione dell'evento "Cantine Aperte", è possibile visitare tutte le cantine che aderiscono al Movimento Turismo del vino.
Monte Sant'Angelo, nei pressi di Manfredonia. Qui non solo si potrà ammirare uno dei borghi più belli d'Italia, con il santuario di San Michele Arcangelo, meta di numerosi pellegrinaggi, ma sarà possibile anche gustare svariate ricette di cucina tradizionale.

La vecchia “porta antica” garganica San Nicandro Garganico, dalle cui colline si può ammirare un panorama esemplare, notiamo i due laghi di Lesina e Varano, le Isole Tremiti e, in lontananza, nei giorni più limpidi, la Maremma abruzzese. Il palato verrà deliziato dal pancotto, tipico piatto anche di altri centri garganici, che non può non essere assaporato dall'ottimo vino casereccio e soprattutto dal caciocavallo podolico. Per avere la bocca dolce, ci sarà offerto i pupurat, dolce preparato specialmente durante il periodo carnevalesco. Per aiutare poi il nostro stomaco a lavorare meglio, eccovi servito un ottimo digestivo, ma questo però verrà preso a Rodi Garganico detta anche “città dei giardini”, meta balneare con numerose strutture ricettive e anche dotata di un porto.

Qui le molteplici coltivazioni di arance e limoni, fanno si che i negozi di prodotti tipici posti nei bianchi vicoli del centro storico, garantiscono ottimi liquori di agrumi, come ad esempio il limoncello fatto con i limoni “femminello”, l’arancino, il laurino e il mostocotto (liquore di amarene).

Salendo verso Peschici, zona turistica sorta su una rupe a picco sul mare, è considerata, per la sua bellezza, la “Perla del Gargano”, mentre il centro balneare più volte insignito della Bandiera Blu è Vieste, detta anche “la sperduta” per la sua distanza dagli altri centri. Vieste fu antico rifugio del leggendario pirata Dragut che imperversò sul Mediterraneo nel XVI secolo

I due centri storici sono ricchi di scorci di grande suggestione, botteghe artigiane e punti ristoro per tutte le tasche dove gustare i piatti tipici.

Lungo la costa tra Peschici e Vieste, possiamo ammirare le antiche torri di avvistamento, ed i famosi trabucchi, antiche costruzioni utilizzate per la pesca in legno d’Aleppo, sapientemente ancorati alle rocce, alcuni dei quali oggi adibiti a ristoranti, dove poter mangiare ottimi piatti naturalmente a base di pesce, con quanto pescato in giornata.
Uno dei piatti tipici di Peschici sono gli spaghetti al sugo di seppie e il "Fragagghjame", un misto di pesciolini crudi.

A Vieste è possibile gustare ottime lagane con ceci, piatto succulento così come suggerisce il poeta Orazio: “…quindi me ne torno a casa alla mia scodella di porri ceci e lagane”; tutto ciò magari mangiando e guardando la colossale monolita “Pizzomunno” ovvero “la cima del mondo”. Poi al turista gli verrà data una porzione di pizza sfoglia e scannatedda, focacce sapientemente preparate con semola di grano duro e insaporite con fiori di finocchio.

Nell'entroterra troviamo Vico del Gargano, famosissima per il suo centro storico, vero labirinto di stradine e vicoletti (tra questi il più famoso è “vicolo del bacio”, vicolo di buon auspicio, dove il giorno di San Valentino centinaia di fidanzati s'incontrano per baciarsi). Vico è anche famosa soprattutto per le sue gustose paposce chiamate così per la loro particolare forma schiacciata. Le paposce sono focacce farcite in diversi modi.

Altro prodotto tipico del posto arrivato alla ribalta dello Slow Food sono le fave di Carpino. I legumi che un tempo erano considerati la “carne dei poveri”, sono, invece, diventati oggi un piatto raffinato. Le fave carpinesi vengono preparate a cottura molto lenta nelle pignate di coccio, aromatizzate da cipolla e peperoncino per poi essere insaporite con un ulteriore prodotto pregiato della zona, ovvero l’olio extravergine d’oliva.

Olio extravergine è ricco di proprietà nutritive e viene fatto dalla spremitura di olive, cresciute sui numerosi ulivi secolari.

Gargano è anche terra di santuari, come quello di Monte Sant’Angelo, il Santuario di San Michele Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Da Monte è possibile vedere il panorama del golfo di Manfredonia, fino a scorgere le saline di Margherita di Savoia. Oltre alla sua importanza religiosa, Monte Sant’Angelo è famosa per il suo pane, con la crosta morbida e croccante e l’interno soffice e compatto, originale per le grandi dimensioni, infatti è possibile trovare delle pagnotte di pane anche di 5-6 kg che raggiungono diametri anche di 70-80 cm. Spesso esse vengono appese fuori dalle botteghe che animano il centro storico, dove il turista non può non assaggiare le caratteristiche ostie ripiene, prelibato dolce tipico locale.
Tra le ricette locali, un posto di rilievo sicuramente è occupato dal pancotto con fave e patate, una ricetta di cucina "povera", che vede il riutilizzo il pane raffermo del giorno prima.

Nel basso Gargano nei pressi di Lesina i turisti troveranno la laguna, il lago di Lesina dall’acqua salata perché separato dal mare da una sottilissima striscia di terra. Qui è possibile trovare la scapece di Lesina, gustose anguille fritte o al forno, profumate di menta e cotte in olio extra vergine d’oliva.

Arriviamo così a Manfredonia dove visiteremo l’architettura medievale dell’Abbazia di San Leonardo e potremmo degustare la muschiska, un piatto a base di carne di capra essiccata e insaporita con semi di finocchio e peperoncino e la farrata di Manfredonia, a base di farro e farcita con ricotta fresca, insaporita dalla menta e dalla maggiorana. Dolce della zona sono le squarcell’.

Imbarcati verso le Isole Tremiti, gioiello del Gargano, ci fermeremo sull’isola di San Nicola all’Abbazia di Santa Maria al Mare o nell’Isola di San Domino, dove fra le verdeggianti distese dei pini ancora si racconta del vecchio eremita che viveva sulla vicina isola di Capraia e raccoglieva i capperi del Gargano dal sapore forte e pungente e li vendeva a coloro che in barca si avventuravano fino alla selvaggia Pianosa.
In tutta la zona e poi possibile assaporare una frutta molto particolare, il fico d’india, che in queste parti cresce spontaneamente, trovando nel clima molto mite il suo alleato migliore ed possibile ammirarlo abbarbicato nelle rocce bianchissime della zona.

 

Prodotti tipici del Gargano

Primi piatti
Farrata di Manfredonia, a farréte
Lagane con ceci
Pancotto con fave e patate
Spaghetti al sugo di seppie

Secondi piatti
Fragagghjame

Muschiska
Scapece di lesina
Caciocavallo podolico

Dolci
Pupurat

Caramelle di limone arancio
Ostie ripiene
Squarcell’

Pizze e rustici
Calzone di Ischitella

Pizza sfoglia e scannatedda
Paposce

Liquori
Limone femminiello del Gargano IGP

L’arancino
Laurino
Mostocotto

Altro
Pane di Monte
Fave di Carpino
Capperi del Gargano

Arancia bionda del Gargano
Limoni
Fico d’india

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