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Itinerari turistici

 

Nello splendido territorio del Gargano è possibile effettuare diverse tipologie di escursioni ed itinerari.

Alcune nostre proposte:

 

Le isole Tremiti

Sei il turista che predilige la storia, la bellezza, il mare ma non disdegni il relax. Allora le Isole Tremiti sono il posto giusto per te!

L'arcipelago è composta da San Domino, San Nicola e Caprara le tre maggiori isole, poi c'è l'isolotto Cretaccio, e dalla più lontana isola di Pianosa, che si compongono di una natura ancora selvaggia. I pochi abitanti che vivono a Tremiti, sono eredi di quei coloni troiani guidati da Diomede che giunsero fin qui a fondare il primo insediamento.

Tra grotte, cale e calette, dal 1989 fa parte della Riserva naturale marina Isole Tremiti, poi compresa nel Parco nazionale del Gargano.

Il cuore storico dell'arcipelago è San Nicola dove incontriamo l’Abbazia-Fortezza, costruita da papa Gregorio XII, come fortificazione dell’arcipelago sul punto più alto.

Osservare il tramonto con una bella cena vista mare e assaporare i piatti tipici del territorio. Non ti resta che venire in zona, se non vuoi soltanto immaginare questi luoghi.

 

 

Le grotte di mare

Si rimarrà a bocca aperta dopo aver visto il fenomeno delle grotte lungo l'intera costa tra Peschici e Mattinata. Il grande architetto inarrivabile chiamato sua Maestà Natura ha scavato nelle rocce, attraverso l'erosione, il vento ed il mare, delle stupende grotte, alle quali sono state affibbiate diversi nomi.

Vi consigliamo di recarvi lungo la costa ed effettuare delle visite guidate in barca per vedere da vicino queste meraviglie della natura.

 

 

I laghi

L'interessante itinerario che costeggia il canneto e gli specchi d’acqua della riserva naturale che si estende per circa 25 ettari è un Oasi naturale. Varie specie faunistiche popolano la zona, uno su tutti è il fenicottero rosa. L’airone bianco e rosso, il cormorano, è possibile trovare il pettirosso o le diverse specie di anatre selvatiche, l’airone cinerino, il falco di palude, il martin pescatore, l'occhiocotto, il merlo e il gruccione. Questi animali possono cibarsi d'insetti durante il periodo delle fioriture di bacche e frutti nel periodo autunnale ed invernale.
E' possibile che si trovino in zona anche numerose volpi, tasso, tartarughe Testuggine terrestre che della Testuggine palustre.
Il lago di Lesina è dal 1981, “Riserva Naturale per il ripopolamento animale”.
Per facilitare l'accesso e le visite, sono stati costruiti dei sentieri di passerelle in legno, anche se alcuni di essi sono andati in fumo con un brutto incendio del 2008.
Quando vi è la bassa marea è possibile veder riaffiorare l'isolotto di San Clemente.
II "Bosco Isola" si sviluppa su una lunga e stretta striscia di sabbia interposta fra il mare e la laguna, con la molteplicità di tipi di vegetazione. I rilievi vegetazionali e floristici eseguiti hanno, infatti, permesso di identificare più di venti tipologie di vegetazione differenti con 678 entità botaniche, appartenenti a 354 generi e 83 famiglie. Si possono osservare le seguenti tipologie di vegetazione: gariga a Rosmarino, Eriche e Cisti, bosco a Leccio, macchia a Leccio, Fillirea, Alaterno e Lentisco, macchia a Ginepro coccolone e Ginepro licio, gariga bassa ad Eliantemo jonico e Fumana vischiosa, comunità dominate dalla Cannuccia di palude o dal Falasco.
Tra le altre specie più rare c'è Il Cisto di Clusius (Cistus clusii Dunal) è una specie rarissima per l'Italia tanto che nella Lista Rossa delle Rante d'Italia è riportata quale specie vulnerabile, mentre in "Liste rosse regionali delle piante d'Italia" è inserita per la Puglia come specie gravemente minacciata ossia esposta a gravissimo rischio di estinzione in natura.
Questa specie, appartenente alla famiglia delle Cistaceae, è un piccolo arbusto alto più di un metro con foglie simili a quelle del Rosmarino e fiori bianchi.
Il suo areale comprende le regioni meridionali ed orientali della Spagna, le isole Baleari, Marocco, Algeria, le montagne e le colline aride della Tunisia, Sicilia meridionale e, per quanto riguarda l'Italia peninsulare, la sola stazione pugliese del bacino del Lago di Lesina.
Vi consigliamo il giro in laguna con le barche tradizionali i cosiddetti “sandali” e catamarani.

Il lago di Varano visitabile, solo con un servizio di trasporto effettuato da privati.
Un misto di fantasia e realtà, grazie anche alla città fantasma, di San Nicola Imbuti abitata da soli gabbiani, che si vede dalla sponda occidentale del lago. Le torri angioine del XIII sec., resti di edifici medievali, la leggenda che associa la chiesa del S.S. Crocifisso di Varano alla scomparsa della città di Uria. O forse che nei momenti di bassa marea riemerge il Crocifisso di Varano, il Lago di Varano sembra anche più suggestivo di Lochness.

 

Le spiagge e i trabucchi

La potenzialità del territorio del Gargano è ancora da mostrare. Non piccole lingue di spiagge ma lunghe distese. I trabucchi, casette in legno, fatte dai pescatori, proprio sul mare come se fossero delle palafitte che un tempo venivano usate per la pesca appunto, tipiche delle coste garganiche, i più famosi sono posti tra Peschi e Vieste, quelli di Zaiana e San Nicola.
Tra questi vi consigliamo di vedere Torre Mileto, luogo molto importante, perché posizionata strategicamente nell’ambito storico, nei periodi di guerra che assieme al castello di Peschici posto al sud ed al castello delle Isole Tremiti posizionato in direzione nord, formavano tre fortezze in grado di avvisarsi tra di loro per eventuali attacchi dal mare e per la sua splendida veduta di un paesaggio mozzafiato.
Da Torre Mileto si giunge a Rodi Garganico, posto ubicato tra il mare Adriatico e il lago di Varano.
Da Rodi in 10 minuti di macchina si può Lido del Sole, caratterizzato dai suoi numerosi residence e villaggi turistici, discoteche, ottimo per la movida.
Scorrendo il territorio del Gargano, non è difficile vedere case, alberghi e agriturismi immersi nel verde, lunghe distese di oliveti, aranceti vigneti, e castagneti, così si arriva a San Menaio.
Da qui in poi inizia il Gargano vero e proprio, con la strada che inizia a salire e divenire tortuosa, si giunge a Peschici, caratteristico anche per la gente del posto con il loro singolare e flemmatico dialetto.
Qui s’incontrano alcune delle spiagge più belle al mondo: la caletta di Calenella, la baia di san Nicola, la baia di Manacore, la baia di Sfinale e le spiagge di Zaiana e di Calalunga.
Ed eccoci arrivati alla punta del Gargano, ovvero a Vieste. Tra mare e montagna, questo tratto di costa, è tra le altre, anche meta di surfisti, in ragione del forte vento.

 

La Foresta Umbra

E’ considerata riserva naturale biogenetica immersa nel Parco Nazionale del Gargano, è formata da una vegetazione prettamente fustaia di faggio a struttura pluristratificata.
A margine della foresta, troviamo fra pareti di bosco che a tratti s'incurvano formando una vera e propria galleria verde. Pini, aceri, frassini, roveri, carpini, abeti e lecci, creano un’ombra quasi scura.
Non è possibile vedere, in alcuni casi, il cielo, perché immensi faggi ne coprono la visione. La quiete è la caratteristica secondaria di questo posto.
I 5.000 ettari sui quali si sviluppa la selva, danno spazio a labirinti e sentieri che scendono e salgono tra le valli, cocuzzoli e costoni per centinaia di chilometri.
All’interno della foresta, troviamo ancora oggi un angolo di posto incontaminato dalla civiltà moderna, non esistono edifici, se non l'albergo, della Caserma Forestale e dell'Azienda Forestale di Stato, chiamati i tre puntini bianchi immersi nella sterminata marea di alberi.
Le zone di maggior interesse sono quella del vivaio, o quella delle voragini carsiche.
E’ possibile partecipare ad escursioni nella Foresta Umbra e nel Parco Nazionale del Gargano organizzate tutti gli anni.

Altri itinerari:

Valle Coppa- Foresta Umbra (Vieste).

Tra la Foresta Umbra e i pascoli dì Valle Coppa, fino ad arrivare ai cutini Revitali e Multato.
Grado di difficoltà (Facile)

 

Monte Calvo (S. Giovanni Rotondo).

La montagna più alta del Gargano ove è possibile trovare ghiacciai temporanei.

 

Fonte Sfilzi - Casalìni (Vico del Gargano).

È l'unica sorgente perenne della Foresta Umbra. È il regno del capriolo garganico.

 

Foresta Umbra - Coppa di Stella.

Sentiero poco frequentato ci porterà alla grava di Coppa di Stella e a Coppa Prigionieri. Qui ci fu l'ultima battaglia tra piemontesi e briganti.

 

Loco Fazzini (Vieste).

La più interessante faggeta viestana, fino alla casa dei carbonai e alla riscoperta della famosa piscina di Loco Fazzini.

 

Monte Sacro (Mattinata).

Il sentiero delle orchidee e la scalata all'Abbazia di Mente Sacro.

 

Dolina Pozzatina - Monte Delio (Sannicandro Garganico).

Discesa nella dolina Pozzatina e visita all'abbazia di Monte Delio.

 

Rignano Garganico

Splendida dolina carsica con diversi "pozzi", dove potrai vedere animali domestici vaganti, immersa nel Parco Nazionale del Gargano da cui si dipartono diversi sentieri che rendono possibili magnifici itinerari nell'area di Bosco Jancuglia.
Il centro storico è situato su un cucuzzolo con i suoi vicoli e vicoletti. Il Palazzo Baronale con il suo giardino costruito sulle basi di un castello di epoca medievale, di cui restano tra le cose più importanti tre delle cinque torri e le piccole tracce delle vecchie mura di cinta. Da Rignano è possibile affacciarsi al Belvedere, dal quale si scorge un magnifico panorama.

 

I Dolmen

La suggestiva e antica costruzioni in pietra nell'area Lama Secca nella zona Madonna di Cristo.

GROTTA SPAGNOLI - Paleolitico -
DOLMEN DELLA PIANA DELLA MADONNA DI CRISTO, risalente all’Età del bronzo
DOLMEN DI LAMASECCA, risalente all’Età del bronzo
GROTTA TRAPPEDO, risalente a Varie Età dei metalli
GROTTA DEI MIRACOLI, appartenuta al Neolitico ed all’Età dei metalli
VALLONI DI PALOMBARA, Paleolitico, Neolitico, Età dei metalli, Età storiche

 

Castello di Monte Sant’Angelo

A pochi passi dalla Basilica, sorge il castello; fatto erigere dal vescovo di Benevento Orso I fra l'837 e l'838, lo stesso venne poi modificato ed ampliato da normanni, svevi e angioini, che lo utilizzarono come prigione. La Torre dei Giganti è la zona più poderosa ed antica, alta 18 metri, ha una forma pentagonale e mura spesse 3,70 metri. Con l'avvento dei Normanni, il castello divenne la dimora dei principi della signoria dell'Honor Montis Sancti Angeli: fu di proprietà di Rainulfo, conte di Anversa e poi di Roberto il Guiscardo, al quale si deve la torre dei Normanni e la "Sala del Tesoro".
Fu Federico II ha sviluppare l’importanza della fortezza, che restaurandola ne fece la dimora di Bianca Lancia, amante e sua ultima moglie. La leggenda vuole che nel castello di Monte Sant'Angelo dimori il fantasma di Bianca Lancia, che qui fu tenuta prigioniera. Pare la si possa vedere vestita di bianco e si possano udire i suoi lamenti, specialmente nel periodo invernale. Inoltre, sempre la leggenda vuole che la pianta selvatica che cresce sulle torri del castello, unico posto al mondo dove cresce, sia dello stesso identico colore della veste della donna, che dal torrione principale fu vista gettarsi nel vuoto.
Dopo la morte l'imperatore Federico II, la struttura passò a Manfredi, quindi a re Corrado.
Gli Angioini lo adibirono quasi esclusivamente a prigione di Stato: famose sono rimaste le detenzioni di Filippa di Antiochia, principessa Sveva, che vi morì nel 1273, ed ancora di più quella della regina Giovanna I di Napoli, che probabilmente fu assassinata nel 1382.
Furono gli Aragonesi che portarono il castello alla sua antica magnificenza: Ferdinando fece costruire, nel 1491, le torri circolari agli estremi del lato sud e, nel 1493, fece restaurare il torrione a forma di carena di nave.
Verso la metà del XVI sec. ne entrarono in possesso i principi Grimaldi sino alla fine del'700, quando Ferdinando IV di Borbone lo donò al Cardinale Ruffo.
In parte sono ancora visibili i resti delle mura duecentesche, anche se erano in discrete condizioni sino alla fine del Settecento quando, l'ampliamento dell'edilizia ed il mutare della condizione socio-economiche, hanno determinato la nascita di quartieri che hanno modificato l'antico tessuto urbano.

 

 

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